Lesioni da pressione

Note anche come piaghe da decubito , le lesioni da pressione sono lesioni  della cute e/o degli strati sottostanti, generalmente in corrispondenza di una prominenza ossea, quale risultato di pressione, o pressione in combinazione con forze di taglio. Quando un tessuto molle si trova compresso fra una prominenza ossea (ad es. trocantere, sacro, occipite, talloni, gomiti, caviglie, padiglione auricolare ecc.) ed una superficie esterna (ad es. materasso, sedia, carrozzina, ecc.) per un periodo di tempo prolungato che varia da soggetto a soggetto, i vasi sanguigni di quell’area collabiscono e si verificano dapprima ischemie e rossori, fino ad arrivare alla morte di tessuto (necrosi).

CHI SONO LE PERSONE A RISCHIO? 

Le persone ferme a letto, o sedute per lungo tempo, rischiano di sviluppare lesioni da pressione. Il rischio aumenta se la persona:

  • fa fatica a mangiare e a bere
  • ha la pelle umida o rovinata a causa del contatto prolungato con urine, feci o sudore
  • ha la pelle insensibile al caldo o al freddo e non sente il bisogno di cambiare
    posizione
  • ha febbre, diabete, malattie neurologiche, polmonari, cardiache
  • è obesa o è dimagrita molto negli ultimi 3 mesi
  • ha già una lesione da pressione o l’ha avuta in passato. 

Le zone in cui compaiono più spesso sono glutei, gomiti, anche, talloni, caviglie, spalle, schiena, nuca

COME PREVENIRE E CURARE LE LESIONI DA PRESSIONE ?

La prevenzione delle lesioni da pressione è indispensabile per il buono stato di salute, e bisogna  agire su più fronti. Di primaria importanza sono il personale curante, i familiari e i caregiver: la corretta assistenza alla persona fragile è alla base della prevenzione, aiutare il paziente a cambiare posizione ogni due o tre ore circa, in modo da favorire la circolazione sanguigna, è il primo passo da compiere per evitare la formazione delle lesioni. Anche l’utilizzo di supporti specifici, quali medicazioni, cuscini, bende e materassi realizzati con materiale idoneo, consentente di prevenire le piaghe da decubito così come un’alimentazione equilibrata, ricca di frutta, verdura e sali minerali e, soprattutto, una corretta idratazione. 

Un altro aspetto al quale occorre prestare molta attenzione riguarda l’igiene del paziente: questa, infatti, deve essere adeguata ma non aggressiva, per non irritare la pelle e renderla ancora più vulnerabile. La presenza di patologie concomitanti quali ad  esempio diabete,  alterazioni  neurologiche,  disordini epatici o metabolici, aumenta il rischio di formazione di lesioni,  prolunga il tempo di guarigione e determina un maggior rischio di infezione. In questi casi la cura delle patologie concomitanti da parte del medico e del personale sanitario è determinante e deve essere tempestiva.

Rispetto alla terapia da seguire, invece, bisogna innanzitutto considerare la gravità delle lesioni: nei casi più lievi, può essere sufficiente il cambio posturale, eliminando la pressione nelle zone a rischio, e l’utilizzo di prodotti “ barriera”. Ma quando l’epidermide ha perso la sua integrità, è necessario rivolgersi a infermieri specialisti in wound care ( cura delle ferite), per usufruire di un’assistenza personalizzata e specifica, che terrà conto delle patologie concomitanti, delle situazioni di rischio, delle condizioni sociali ed economiche della persona assistita. Lo specialista in wound care garantisce che le cure siano orientate ad ottenere il miglior risultato nel più breve tempo possibile e al minor costo economico e di qualità di vita.

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