Il rito della sauna

La sauna è nata in Finlandia, dove veniva praticata già nel 1100 d.C., originariamente in un buco scavato nel terreno e poi coperto. L’etimologia della parola sauna non è del tutto chiara, ma probabilmente poteva essere strettamente legata al significato di dimora invernale. Costruzioni di sauna a volte utilizzate anche per uso abitativo si trovavano ancora in Finlandia fino al XIX secolo.

La sauna è un rito che dal Nord Europa che si è ormai diffuso in tutto il mondo. All’interno della sauna il calore può raggiungere temperature comprese dai 65° fino ai 100 °C accompagnati da una percentuale di umidità molto bassa che si aggira sul 20-30%. Grazie a queste caratteristiche si percepisce come un piacevole abbraccio che rilassa la muscolatura e favorisce la depurazione dell’organismo. Le saune sono realizzate in legno e durante il trattamento sprigionano un piacevole profumo di natura.

Ecco alcune regole da rispettare per ottenere il massimo dei benefici:

Corretto riscaldamento: una vera sauna a deve avere temperature massime sugli 90-100 gradi e mai sotto i 65 gradi, dato che a questa temperatura è ancora possibile la proliferazione batterica. Non vanno bene i raggi infrarossi ma, secondo la tradizione finlandese, la sauna migliore è quella fatta con pietre o legno riscaldate grazie ai getti di aria calda.

No ai cellulari: la sauna è prima di tutto un momento di relax, vietato l’uso di telefonini e buona cosa sarebbe anche parlare a bassa voce o, meglio ancora, stare proprio in silenzio e godersi a pieno l’esperienza.

Niente vestiti: per fare una sauna degna di questo nome bisogna, ovviamente,  essere nudi. Bisogna naturalmente avere con sé un asciugamano da utilizzare per sedersi e tamponarsi il sudore quando necessario. Per rilassarsi veramente servono almeno 2-3 ore, non tutte da trascorrere all’interno della sauna ovviamente.

Tre ripetizioni caldo-freddo: prendersi tutto il tempo necessario ad effettuare correttamente una sauna, alternando 12-20 minuti di sauna all’immersione in una vasca fredda per soli 5 secondi o, in alternativa per i meno intrepidi e coraggiosi, riposarsi a temperatura ambiente per 15-20 minuti. Il tutto da ripetere per 3 volte.Consapevolezza:  quando si sta dentro la sauna bisogna avere consapevolezza e far diventare questa esperienza non solo un’occasione di disintossicazione fisica ma anche “spirituale”. Si tratta infatti di un ottimo momento di calma in cui concentrarsi sui propri pensieri e obiettivi.
Bagno finale: completati tutti i cicli sarebbe buona cosa fare un bagno freddo per evitare il rischio di infiammazioni o dolori e per aiutare il corpo a raggiungere l’omeostasi (equilibrio).

La sauna ha diversi effetti benefici: 

Favorisce la circolazione: lo sbalzo di temperatura migliora il sistema circolatorio centrale e periferico. Il calore infatti causa la dilatazione dei vasi sanguigni ed un rapido aumento delle pulsazioni cardiache

Profonda pulizia e purificazione della pelle: l’eliminazione di  tossine attraverso la sudorazione purifica i pori della pelle 

Tonifica, rilassa e riduce lo stress : l’aumento della temperatura corporea ha effetti benefici sulla muscolatura, che si rilassa e diminuisce la sua tensione. La sauna può anche avere effetti psico-terapeutici e combattere dolori, ansia e depressione favorendo il senso di rilassatezza e serenità.

Agevola la riduzione dell’adiposità soprattutto in zone colpite da cellulite, tramite l’aumento della circolazione sanguigna e lo smaltimento di tossine Controindicazioni

Chi soffre di alcune patologie dovrebbe evitare questa pratica. In particolare la sauna è sconsigliata a chi:

  • Soffre di problemi cardiaci. L’effetto vasodilatatore della sauna potrebbe dare un carico eccessivo al cuore
  • Ha fenomeni infiammatori cutanei. Le alte temperature potrebbero peggiorarli
  • Nel corso di stati febbrili. Potrebbero sottoporre l’organismo a uno stress eccessivo
  • E’ in gravidanza
  • Chi soffre di vene varicose o fragilità capillare
  • Durante il ciclo mestruale (a causa della vasodilatazione potrebbero verificarsi delle emorragie)
  • Nell’età dello sviluppo

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