Tra Zurigo e Lugano corre un filo che porta dritto al cuore dell’opera di Joseph Beuys. A ricostruirlo è Lucrezia De Domizio Durini, che del maestro tedesco è stata compagna di strada, interlocutrice e custode del pensiero. Dal loro incontro, nel 1971, nasce un sodalizio umano e artistico che durerà fino alla scomparsa di Beuys, nel 1986: quindici anni in cui lei lo segue da Kassel a Tokyo, da Venezia a New York, e in cui prende forma l’operazione Difesa della Natura, l’ultimo, grande capolavoro del maestro, realizzato in Italia tra gli anni Settanta e Ottanta.
È grazie a questo legame che Beuys elegge Bolognano, il borgo abruzzese della famiglia Durini, a sua seconda patria. Qui ha il suo studio, qui crea la Piantagione Paradise, qui il 13 maggio 1984 riceve la cittadinanza onoraria, pianta la prima quercia italiana e tiene l’ultima delle sue discussioni pubbliche, intitolata proprio Difesa della Natura. Dopo la sua morte, Lucrezia De Domizio Durini dedica la propria vita a diffonderne il pensiero nel mondo, attraverso mostre, libri, donazioni e oltre seicento querce piantate in suo omaggio. Il racconto si snoda attraverso due musei svizzeri. Da un lato il Kunsthaus di Zurigo, a cui l’autrice donò nel 1992 la scultura Olivestone e, nel 2011, l’intera sua collezione privata: trecento opere uniche legate a Difesa della Natura. Dall’altro il MASI Lugano, arricchito dalla generosa donazione del banchiere e collezionista Fernando Zari Malacrida, amico e ammiratore di Beuys per oltre un decennio. Il volume alterna la voce dell’autrice a quella di eminenti studiosi e curatori e raccoglie le testimonianze di chi ha conosciuto da vicino Beuys e il suo pensiero. Ne emerge il ritratto di un artista che ha posto la natura, l’uomo e la “scultura sociale” al centro della propria ricerca.
“Ogni uomo è un artista”, diceva Beuys. E la difesa della natura non è mai stata, per lui, solo una questione ecologica, ma un atto di responsabilità antropologica verso il futuro dell’umanità. Temi che oggi appaiono più attuali che mai.
L’autrice, Lucrezia De Domizio Durini
Lucrezia De Domizio Durini è operatrice culturale, giornalista, scrittrice, curatrice, editrice e mecenate. Alla fine degli anni Sessanta apre a Pescara lo Studio L.D., mentre la sua villa di San Silvestro Colli diventa un luogo d’incontro per i protagonisti dell’Arte Povera e del Concettuale. Al fianco di Joseph Beuys dal 1971, nel 1999 inaugura con Harald Szeemann la Piazza Joseph Beuys a Bolognano. Autrice di ventisette libri sull’artista, tra cui Il cappello di feltro, tradotto in sette lingue, è Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere e Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Dal 2003 è membro onorario del Kunsthaus di Zurigo.
Il volume è disponibile per l’acquisto nelle librerie del Cantone e su www.fontanaedizioni.ch Ringraziamo per l’attenzione e per informare il vostro pubblico in merito a questa pubblicazione. Per ricevere una copia del libro per recensione o per ulteriori approfondimenti: edizioni@fontana.ch
