FISIOTERAPIA PER ANIMALI


Affrontiamo  un tema ancora poco conosciuto ma in forte crescita: la fisioterapia per animali, un approccio naturale e non invasivo che aiuta i nostri amici a quattro zampe a ritrovare mobilità, forza e benessere. Ne parliamo con la Dr.med.vet. Karin Schmidt,  Fisioterapista per animali con diploma federale, dello studio Simba di Vacallo

Dr.ssa Schmidt come può la fisioterapia migliorare il benessere dei nostri animali? 

Per migliorare lo stato di salute di un animale indipendentemente dalla specie bisogna valutare la funzionalità dei suoi apparati, in genere si parte dall’apparato muscolo scheletrico. Il fisioterapista si avvale dell’analisi funzionale e biomeccanica osservando l’animale in movimento alle varie andature, in stazione da tutti i lati e infine valutando la tensione corporea con i test fasciali e la palpazione della muscolatura. 

Come riesce a capire se c’è qualcosa che non va?

Zoppie, asimmetrie p.es. a carico degli arti, muscoli più o meno sviluppati o piú o meno tesi -si parla rispettivamente di ipo- o ipertrofia o ipo-o ipertono muscolare, a volte ci sono delle contratture focali all’interno di un muscolo, i cosiddetti Trigger Point estremamente dolorosi al tatto. Segni molto comuni sono la deviazione dello sterno o della colonna vertebrale.

fisioterapia per animali

Quali tecniche fisioterapiche utilizza per risolvere i problemi rilevati durante l’analisi funzionale?

La scelta dipende molto dal problema sottostante e dall’animale stesso. In genere si parte da tecniche piú dolci come le tecniche miofasciali, il massaggio manuale linfodrenante o le tecniche cranio-sacrali, per abituare l’animale al tatto e attivare la vascolarizzazione periferica. L’obiettivo di questa fase iniziale è di attirare l’attenzione del paziente e creare un rapporto di fiducia che lo porta a rilassarsi. Piú l’animale si rilassa piú i tessuti diventano maneggevoli piú il mio trattamento può andare in profondità.

Quindi se l’animale si rilassa è un segno che sta meglio?

Appena l’animale abbassa le palpebre, inizia a masticare e sbadigliare come il cavallo nella foto, o un cane si corica o un gatto fa le fusa e si stiracchia, sono tutti segnali che si stanno sciogliendo le tensioni a carico del sistema fasciale. La fascia la possiamo immaginare come una pellicola che avvolge tutti gli organi e i muscoli, ha una struttura tridimensionale all’interno della quale scorrono i vasi sanguigni e linfatici, inoltre contiene una serie di recettori, tra cui quelli del dolore. In caso di contratture la fascia si infeltrisce come un pullover di lana lavato a 90 gradi comprimendo tutti i vasi e i recettori, creando così dolore e ipossia tissutale.

Veramente interessante, capisco che è un argomento che la appassiona. Le pongo un’ultima domanda Dr.ssa Schmidt, con quale intento ha chiamato la sua ditta SIMBA?

Cercavo un nome semplice, che esprimesse forza, coraggio, affidabilità e protezione nei confronti dei miei pazienti quadrupedi, inoltre doveva essere facilmente pronunciabile in tre lingue, italiano, tedesco e francese visto che lavoro anche nel cantone Fribourg. Essendo io stessa del segno del leone la strada è stata breve per arrivare al Re Leone SIMBA.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Simba

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