Dal Ticino nasce unlimitme: un nuovo modo di prepararsi alle sfide dell’endurance

Nata dall’esperienza personale di una trail runner ticinese, unlimitme porta l’intelligenza artificiale nel mondo dell’endurance per mettere in relazione allenamento, nutrizione, recupero e mindset. Dopo una fase di sviluppo e sperimentazione sul campo, la prima versione dell’app si prepara al debutto su App Store e Google Play. Correre una maratona, affrontare un trail, preparare un triathlon o una lunga sfida in bicicletta. In un territorio come il Ticino, dove lo sport outdoor è parte integrante del paesaggio e delle abitudini di molte persone, trovare un nuovo traguardo da segnare sul calendario non è difficile.

Più complesso è tutto ciò che viene dopo.

Una sfida endurance si costruisce nell’arco di settimane o mesi e richiede di far convivere allenamento, recupero, alimentazione, dati da interpretare e sensazioni da ascoltare. Nel frattempo, però, la vita continua: il lavoro si intensifica, gli impegni cambiano, una sessione salta, la stanchezza si accumula o il corpo semplicemente risponde in maniera diversa da quanto previsto. È proprio nella distanza tra ciò che viene pianificato e ciò che accade realmente che unlimitme ha trovato il proprio punto di partenza.

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Tutto è partito da un’esigenza personale

Prima di diventare un progetto tecnologico, unlimitme è stata un’esperienza vissuta in prima persona dalla sua fondatrice, Giovanna Bevilacqua, trail runner e imprenditrice. Durante la preparazione delle proprie sfide sportive, Giovanna si trovava a gestire informazioni provenienti da fonti diverse: programmi di allenamento, dati raccolti dai dispositivi, indicazioni nutrizionali, parametri di recupero e sensazioni personali. Ognuno di questi elementi offriva una parte della risposta, ma mancava uno strumento capace di ricomporli in una visione coerente della preparazione. Da questa esperienza prende forma un cambio di prospettiva: non chiedere più all’atleta di adattarsi continuamente a programmi e strumenti poco comunicanti, ma costruire un sistema capace di leggere la persona nel suo insieme e seguirne l’evoluzione. Il confronto con altri sportivi ha poi permesso di verificare quanto questa esigenza fosse condivisa e di comprenderne meglio le diverse sfumature. Quello che inizialmente era un bisogno individuale si è trasformato così in un progetto con un’ambizione più ampia: rendere più accessibile una preparazione personalizzata, adattiva e multidisciplinare a chi sceglie di misurarsi con le sfide dell’endurance.

Dalla tabella a un percorso che evolve

Il primo elemento su cui unlimitme interviene è la rigidità della programmazione tradizionale. Un piano di allenamento parte necessariamente da una fotografia iniziale e definisce una progressione attraverso volumi, intensità, recuperi e scadenze. Ma quella fotografia cambia rapidamente. Durante una preparazione evolvono la condizione fisica, la capacità di recupero, la disponibilità di tempo e, inevitabilmente, anche le circostanze della vita quotidiana. Per questo unlimitme lavora su una programmazione dinamica, che viene riletta periodicamente alla luce di ciò che l’atleta ha realmente fatto e di ciò che potrà realisticamente sostenere nella fase successiva. Attività svolte, progressi, recupero e feedback personali concorrono a definire il quadro della settimana. A questi si aggiungono disponibilità e vincoli futuri, perché l’efficacia di una seduta non dipende soltanto da quanto sia corretta sulla carta, ma anche dalla possibilità concreta di inserirla nella vita di chi deve svolgerla. Adattare, quindi, non significa rinunciare alla struttura o ridimensionare l’ambizione. Significa mantenere chiara la destinazione, lasciando che sia il percorso a cambiare quando necessario.

Allenamento, nutrizione e mindset nello stesso ecosistema

La flessibilità del piano, però, non basta da sola a descrivere la preparazione di un atleta endurance. Carico di allenamento, recupero, alimentazione e componente mentale si influenzano reciprocamente. Un aumento dei volumi modifica le esigenze nutrizionali; una fase particolarmente intensa richiede maggiore attenzione al recupero; stress e qualità del riposo possono incidere profondamente sul modo in cui il corpo risponde allo sforzo. Unlimitme riunisce quindi allenamento, nutrizione, recupero e mindset all’interno dello stesso ecosistema, affinché queste dimensioni possano essere lette in relazione tra loro anziché gestite come compartimenti separati. Anche il concetto di performance assume così un significato più ampio. Per qualcuno significa migliorare un tempo, per altri completare il primo trail o affrontare una distanza mai provata. Per molti, significa riuscire a costruire continuità senza trasformare lo sport in un ulteriore elemento di pressione. Il traguardo resta importante, ma la qualità del percorso diventa parte del risultato.

Quando l’intelligenza artificiale diventa uno strumento di sintesi

Un sistema che vuole tenere insieme dimensioni così diverse deve essere capace di elaborare informazioni che non hanno tutte la stessa natura. L’intelligenza artificiale permette a unlimitme di combinare dati quantitativi e informazioni qualitative, mettendo in relazione ciò che viene registrato dai dispositivi con ciò che l’atleta racconta. Una prestazione può così essere letta insieme alle sensazioni successive alla sessione, a una settimana particolarmente impegnativa o a un cambiamento nella quotidianità. Il ruolo dell’AI è soprattutto quello di creare connessioni, individuare relazioni e trasformare una grande quantità di informazioni in indicazioni coerenti con il contesto individuale. Le integrazioni con Garmin e Strava permettono inoltre di valorizzare strumenti già presenti nelle abitudini degli sportivi, riducendo inserimenti manuali e frammentazione. Per unlimitme, però, il valore non sta nell’accumulare più dati. Sta nel riuscire a trasformarli in informazioni utili per prendere decisioni migliori, nel momento in cui servono.

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Un prodotto costruito anche fuori dal laboratorio

La tecnologia, da sola, non sarebbe sufficiente. Fin dalle prime fasi, lo sviluppo di unlimitme è stato accompagnato dal confronto diretto con gli sportivi. Interviste, sperimentazioni e beta testing hanno permesso di osservare non soltanto il funzionamento della piattaforma, ma soprattutto il modo in cui viene utilizzata nella quotidianità. Questo approccio ha reso gli atleti parte attiva del processo di sviluppo. I loro feedback permettono di individuare frizioni, esigenze e comportamenti che difficilmente emergerebbero in un contesto puramente teorico. Strade, sentieri, piscine e percorsi ciclistici diventano così parte del processo di progettazione, perché un prodotto pensato per accompagnare lo sport reale deve necessariamente continuare a confrontarsi con ciò che accade sul campo.

Dal Ticino agli store

Dopo la fase di sviluppo e beta testing, unlimitme si prepara ora al lancio della prima versione su App Store e Google Play. Il debutto segna l’apertura di una nuova fase in cui unlimitme porta così al pubblico la propria proposta: colmare lo spazio tra il traguardo che ogni atleta sceglie di inseguire e la vita reale dentro cui, giorno dopo giorno, deve trovare il modo di raggiungerlo. 

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: unlimitme