
L’autrice di Coldrerio ha appena pubblicato il suo quarto libro, Oltre la maschera, di cui parliamo brevemente in “Millefogli”. Una produzione, la sua, contraddistinta da alcuni fattori: continuità, caratterizzazione precisa dei personaggi, vicende improntate al “niente è come sembra”, desiderio e bisogno di scavare nella personalità dei vari attori, per mostrare il loro vero volto, ambientazioni lontane dal nostro territorio. La sua scrittura attinge a piene mani dagli interessi che lei ha sempre avuto per la psicologia e per tutti i vari aspetti di questa disciplina e della passione per i viaggi, le culture e gli ambienti con i quali viene a contatto. Ricordiamo i titoli delle sue precedenti pubblicazioni: Ombre dal passato (2021), Dietro le mura (2022) e Legami pericolosi (2023). Il Canton Ticino, in questi ultimi anni, è caratterizzato a livello di editoria da un nuovo fenomeno: il moltiplicarsi del numero di scrittori che pubblicano romanzi gialli, ognuno con le sue caratteristiche e le sue tonalità (poliziesco, noir, thriller…). Qualche nome, tra i molti: Andrea Fazioli, Monica Piffaretti, Giovanni Soldati, Marco Piozzini e Amédéo Wermelinger, Patrick Mancini, Andrea Bertagni… e naturalmente Cinzia Cereghetti. Di che cosa si tratta? Di moda, di un nuovo filone di ispirazione, di un desiderio di staccarsi dalla letteratura tradizionale fatta di racconti e riflessioni sul Ticino del buon tempo? Una considerazione che ci porta alla prima domanda.
Il genere, non solo da noi, funziona molto bene. Secondo lei perché il giallo piace tanto?
Il giallo è un genere di narrazione che appassiona lettori di tutte le età e provenienza, grazie al fatto di sapere coinvolgere in trame di suspense e mistero. Il lettore è incollato dalla prima all’ultima pagina, immedesimandosi spesso nel ruolo di detective o commissario di polizia, per poi cercare di scoprire l’autore del crimine e il movente che lo ha fatto agire in tal senso. Inoltre, vive le situazioni e le scoperte come se fosse lui stesso a dover risolvere il mistero e prova grande soddisfazione quando l’enigma viene finalmente svelato. Leggendo il giallo si provano in effetti emozioni come paura e tensioni che vengono poi smorzate con la scoperta del colpevole e la risoluzione del caso. C’è da dire inoltre che, grazie a questo genere, il lettore mette spesso alla prova il suo intelletto stimolando la propria capacità di ragionamento e intuizione. Il giallo è inoltre sinonimo di evasione quotidiana ed è utile per migliorare il ragionamento deduttivo e intellettivo.

La concorrenza, in questo campo, è vivace: che cosa inventa lei per riuscire a distinguersi in questo sempre più cospicuo numero di autori? Altra domanda, collegata a quella appena posta: secondo lei esiste una scrittura femminile in questo campo?
Da subito ho inventato uno stile di scrivere tutto mio, ossia intitolare ogni capitolo dei miei romanzi con i nomi dei personaggi in modo da facilitare il lettore nel prosieguo della storia. In questa maniera non dovrebbe esserci il rischio di perdere il filo del discorso e nemmeno di confondere i vari personaggi. È difficile affermare con certezza l’esistenza di una scrittura femminile in questo campo, tuttavia oserei dire che, a parer mio, gli uomini tendono a usare una scrittura forse più tecnica, formale e sintetica. Chiaramente è solo un mio pensiero per nulla avvalorato e confermato, dato che ognuno di noi ha, indipendentemente dal genere, il proprio stile unico ed insostituibile.
Un dato particolare emerge dalla lettura dei suoi libri: la trama dei vari racconti si intreccia con riflessioni su temi importanti, condotte
dai personaggi che animano le sue pagine. Sono considerazioni sulla vita che hanno a che fare con l’esistenza dei protagonisti, oppure sono argomenti che le stanno a cuore come persona, oltre che come autrice?
I miei romanzi sono dei gialli a introspezione psicologica dove vengono affrontati diversi temi sociali e attuali, come ad esempio l’autoanalisi attraverso emozioni e riflessioni personali, la risoluzione dell’eccesso di empatia, la guarigione della bassa autostima. È molto importante avere cura di se stessi per stare bene a livello psicofisico. Ecco perché ai miei personaggi insegno sempre come guidare la mente e come valorizzarsi per continuare a vivere nel migliore dei modi. La psicologia affronta diversi argomenti che mi stanno molto a cuore sia come autrice sia come persona.
Scrivere e affrontare certe tematiche è per me e per i miei lettori molto terapeutico. Il tutto serve a rilassare mente e corpo attraverso questo connubio fra giallistica e psicologia.
Penso sia molto importante riuscire a diventare i migliori amici di noi stessi parlandoci con gentilezza e comprensione, proprio come si farebbe con un nostro amico. Spesso ci occupiamo degli altri dando anima e corpo dimenticandoci, ahinoi, di una persona molto importante: noi stessi! Egoismo? Assolutamente no. Io lo definirei piuttosto amor proprio.
Ultima, scontata, domanda: visti il suo successo e la sua felice vena narrativa, è facile prevedere che lei continuerà a scrivere e a pubblicare. Che cosa ci riserva il futuro: continuità oppure novità?
Ho iniziato a scrivere quasi per gioco nell’autunno del 2020, nel bel mezzo della pandemia, e da allora non ho più smesso, riuscendo a pubblicare quattro romanzi. Considero la scrittura come qualcosa di terapeutico, una medicina naturale, un antidoto per ansia, stress e solitudine. Scrivere è veramente molto bello perché si ha la possibilità di dare sfogo alla propria immaginazione, creando dei personaggi spesso a propria immagine e somiglianza. È fantastico potere dare forma a delle persone per le quali decidere il futuro, senza tuttavia dimenticare che spesso sono i personaggi stessi a guidare la tua mente. Un po’ come se dettassero loro cosa scrivere.
Un’altra cosa che mi piace dello scrivere è il fatto che i personaggi diventano parte integrante della vita, della quotidianità, non solo della mia, bensì anche di quella dei lettori, molti dei quali mi stanno già chiedendo il quinto romanzo che, ebbene sì, ho già iniziato a scrivere e che, non so ancora quando, verrà pubblicato proprio come gli altri quattro. Fino a che avrò fantasia e propensione per lo scrivere continuerò a pubblicare e ad interagire con i lettori che, spesso, arricchiscono le mie giornate con i loro feedback e le loro valutazioni.
articolo apparso su Terra Ticinese novembre 2025
